Coliche: cosa sono e cosa fare?

04 Marzo 2016 2 commenti

Coliche: cosa sono e cosa fare?

Noi Mamme lo sappiamo bene, i primi 3-4 mesi con i nostri piccoli possono essere caratterizzati dalle temute colichette che causano lunghi risvegli notturni e pianti improvvisi apparentemente inconsolabili. Noi le ricordiamo ancora, ci si sente quasi impotenti di fronte alla difficoltà nel placare il loro fastidio, senza capire quale sia l'effettivo causa e le possibili soluzioni. In effetti è difficile collegare il pianto ad una motivazione ben specifica perché è l'unico mezzo di comunicazione a disposizione del bambino, è fisiologico e si manifesta con normalità più e più volte al giorno. I primissimi tempi può non essere semplice comprendere le diverse tipologie di pianto e i segnali attraverso i quali i nostri piccoli chiedono il nostro aiuto. Spesso la ragione è di natura gastrica: colichette, gas (lo si associa a volte erroneamente alle prime) o reflusso. Bisogna realizzare prima di tutto che l'apparato digerente dei neonati è ancora immaturo, deve abituarsi a lavorare digerendo un alimento nuovo perché fino a poco prima eravamo noi stesse che, attraverso la placenta, nutrivamo il corpicino in grembo, mentre ora deve fare tutto da solo e ci vuole del tempo per riuscire a funzionare bene. Cerchiamo quindi di comprendere la differenza sintomatica dei tre problemi che possono infastidire il piccolo: L'aria nella pancia è il disturbo solitamente collegato alle coliche, ma può anche non essere così. Parliamo di aria che viene inghiottita durante la poppata, che causa dolore al pancino e che deve essere eliminata. Ci si accorge che si tratta di aria perché solitamente il piccolo si porta le gambe al petto, fa delle smorfie, piange molto forte e senza soste. In questi casi dovremmo aiutarlo nel fargli fare il ruttino, massaggiando il suo stomaco, quindi il lato sinistro del suo pancino, con l'intero palmo della mano dal basso verso l'alto. Possiamo anche sdraiarlo sulla schiena piegando e allungando le sue gambine, alternandole come a simulare il movimento della bicicletta, oppure tenerlo a pancia in giù attuando delle leggere pressioni sul pancino. Il caldo è un altro valido aiuto, avvolgiamo quindi sempre la zona della pancia con una copertina. Se questi metodi funzionano si è trattato di aria! Il reflusso, invece, somiglia più a un bruciore di stomaco, spesso accompagnato da vomito. Può accadere senza doversene preoccupare come nei casi in cui il latte va di traverso o quando il piccolo ne sputa un pò, magari anche perché ingordo. Ci si accorge proprio perché, dopo aver mangiato, il pasto (latte) viene sputato o vomitato, ma spesso questi sintomi non sono concomitanti e si confonde quindi il fastidio con aria o coliche. Se attuando delle accortezze la situazione migliorerà si potrà capire che si tratta di reflusso. Ad esempio, può essere sufficiente non tenere il bambino completamente supino, ma mettere un cuscino o comunque un rialzo sotto la testa per tenerla più sollevata. I soliti colpetti sulla schiena per provocare il ruttino non fanno che peggiorare la situazione stimolando il vomito, mentre massaggiarlo sulla parte sinistra della schiena potrà aiutarlo. Il ciuccio dopo la pappa, se il piccolo si mostra agitato, può funzionare da calmante piuttosto che interpretare il suo pianto come segnale di ulteriore fame, anche perché riempire troppo il pancino potrebbe causare maggior bruciore. La colica è difficile da definire, ma viene associata dai medici ad un pianto fortissimo e disperato che può addirittura durare più ore, solitamente ripresentandosi all'incirca nello stesso momento della giornata. È un fastidio che può comparire dai dieci giorni dalla nascita e durare fino al quarto mese, sparendo da solo. Può sembrare assurdo per quello che siamo abituate a credere, ma le coliche possono non aver nulla a che vedere con il mal di pancia; i ricercatori le riconducono ad un fastidio generico dovuto all'incapacità del piccolo di consolarsi da qualcosa che lo infastidisce. In questi casi è davvero difficile trovare una soluzione; ad esempio è stato suggerito di ricreare il rumore percepito nell'utero, il cosiddetto "rumore bianco", aprendo il rubinetto dell'acqua o accendendo un phon, la lavatrice, il ventilatore o la lavastoviglie per calmare e/o distrarre il piccolo. Se anche il pediatra lo consiglia è possibile preparare una tisana a base di finocchio, camomilla o verbena per dare sollievo, soprattutto qualora il problema fosse di natura gastrica. Le coccole hanno sempre una notevole importanza, anche se purtroppo possono non portare al risultato sperato, ma tenere in braccio il piccolo intonando una canzoncina, cullarlo ascoltando della musica, camminare dondolandolo, trasmettono comunque conforto e protezione. La pazienza, così come in tanti altri casi, è essenziale in momenti come questi sicuramente non facili da affrontare, quindi non fatevi problemi nel chiedere aiuto al papà, parenti o amici per sostituirvi e permettervi di rilassarvi e ricaricare le energie! In alcuni casi, quando la situazione diventa davvero poco sostenibile per il piccolo e per noi, è il caso di sentire il parere del pediatra ed eventualmente ricorrere a medicinali naturali che aiutino almeno ad alleviare il dolore. Forza Mamme, si tratta di fastidi che dopo i primi 3-4 mesi spariranno così come sono arrivati; tenete duro e prendetevi il vostro tempo quando serve! A presto!



2 Risposte

MammaMama
MammaMama

13 Giugno 2017

Grazie Francesca per il prezioso consiglio!

Francesca
Francesca

13 Giugno 2017

Se i bimbi sono alltattati al seno la mamma può provare ad evitare i latticini, a tante mamme del nostro blog ha portato migilioramenti!

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