Consigli tra mamme: via il ciuccio!

22 Gennaio 2016

Altro passaggio delicato che coinvolge alcuni bambini è l'eliminazione del ciuccio. Si inizia utilizzandolo come tranquillante naturale nei momenti di pianto, durante i viaggi in auto o per conciliare il sonno dei nostri piccoli, ma poi arriva il fatidico momento in cui bisogna far loro capire che si può farne a meno. Il piccolo compagno di momenti rilassanti e di grandi dormite, il consolatore dalle prime difficoltà come le colichette, la paura post vaccinazione, l'allontanamento della mamma o del papà che li accompagna all'asilo, le prime cadute... E ora? Come rinunciarci?   Quando? Partiamo dal momento che, come per tutti i cambiamenti che avvengono con il nostro intervento/aiuto, è soggettivo e condizionato da una serie di elementi quali un principio di distacco mostrato direttamente dal piccolo che ci fa capire di essere pronto e le situazioni che ogni famiglia vive: non decideremo ad esempio di togliere il ciuccio parallelamente all'abbandono del pannolino o alla nascita di un fratellino o sorellina o alla ripresa del lavoro. Come per ogni novità non proprio ben accetta, avendo la possibilità di scegliere quando farla avvenire, è sicuramente meglio trovarsi in un periodo tranquillo, di routine e serenità. Dal 10*-12* mese possiamo iniziare a pensarci, l'importante è farlo entro i due anni per evitare problemi ai denti e difficoltà nello sviluppo del linguaggio. Fino ai 24 mesi è stato infatti dimostrato che il ciuccio non interagisce con la formazione delle arcate dentarie, mentre oltre i tre anni potrebbero essere maggiori i rischi di una malocclusione ad esso dovuta. Esiste ormai una vasta gamma di ciucci tra cui scegliere, alcuni di qualità migliore di altri, che si differenziano in base ai mesi di riferimento per adattarsi meglio all'anatomia della bocca di ogni bambino, in caucciù o silicone, creati con la collaborazione di dentisti e designer per coniugare il benessere di palato e denti con la comodità del ciuccio stesso. Mam e Avent hanno sviluppato più linee proprio per soddisfare queste esigenze. Inoltre, nei primi mesi di vita del neonato fino all'anno il succhiotto può garantire una certa serenità ai genitori perché contribuisce a ridurre il rischio di SIDS, la sindrome della morte in culla; è una conclusione alla quale sono arrivati diversi studi condotti a tal proposito che hanno sostenuto la validità del ciuccio nel limitare notevolmente le apnee notturne grazie alla sua suzione. È poi un grande alleato quando per placare un pianto non è sufficiente una parola dolce o un abbraccio, questo perché l'atto del succhiare non è esclusivamente legato all'alimentarsi, soprattutto nei primi mesi, ma da anche un effetto consolatorio e calmante. Del resto è qualcosa di istintivo che i nostri piccoli fanno sin da quando si trovano nel nostro grembo.   Come? Non è ancora ben chiaro se sia meglio gradualmente o, avvisando il piccolo per tempo, da un momento all'altro. Abbiamo raccolto una serie di esperienze sulle varie metodologie messe in atto dai genitori. C'è chi ha preferito la gradualità iniziando a ridurre l'uso del ciuccio durante la giornata per riservarlo solo alla messa a nanna e ai sonnellini pomeridiani, oppure a concederne l'uso in casa e non fuori; questo con la convinzione che abituare lentamente il piccolo all'assenza del ciuccio sia meglio della privazione drastica per ottenere risultati. Ciò è fattibile soprattutto se i bambini non sono ancora abbastanza grandi per comunicare e per capire quello che viene raccontato loro, giochi e altre attività saranno l'alternativa da proporre nel momento in cui essi lo cercano. Altri genitori, in particolare con bimbi dai 18 mesi in poi con una minima padronanza del linguaggio, hanno preferito fare il contrario associando l'evento a un momento memorabile, che verrà ricordato. Il tutto accompagnato da un racconto che renda la situazione più facile; i bambini adorano le favole, quindi perché non ricorrere ad esse? Il Natale è una delle occasioni preferite! Durante le settimane che lo precedono si inizia a preparare il bambino all'idea che Babbo Natale arriverà a portare i doni desiderati, in cambio dei quali chiederà il ciuccio. La sera della Vigilia, oltre alla tazza di latte con i biscotti, faremo mettere proprio al piccolo il suo ciuccio accanto al cibo; andrà a dormire per la prima volta senza ma con l'attesa dei regali da scartare la mattina seguente! Anche la Pasqua rappresenta un'altra ricorrenza ideale, c'è infatti il personaggio del coniglietto pasquale che in cambio del ciuccio porterà l'uovo di cioccolato! Il compleanno è una data che segna la crescita, potremo così spiegare al nostro piccolo che sta per diventare ormai grande e che in cambio dei regali che riceverà potrà farne uno anche lui a un bimbo più piccolo (può essere un cuginetto, un vicino di casa o il figlio di amici) al quale lui stesso consegnerà una scatolina contenente il suo ciuccio. Senza dover aspettare feste e ricorrenze ci si può inventare la storia del topolino e della fatina del ciuccio, amico o amica di quello/a dei dentini, che passerà fuori dalla finestra durante la notte per lasciare in cambio dei soldini con i quali poter acquistare un nuovo gioco. Il mondo magico e fiabesco in cui vengono portati grazie a questi personaggi aiuterà sicuramente a rendere questo passaggio più leggero e spontaneo, così come un premio ricompensa per il gesto che sono pronti a fare! Anche la presenza di terze persone può esserci d'aiuto; la pediatra è una di queste, soprattutto se non intimorisce il piccolo e se la visita viene da lui vissuta come un momento piacevole. Le si può così chiedere di collaborare facendo comunicare lei al bambino che, essendo ormai grande, potrebbe gentilmente cedere il suo ciuccio ai bambini più piccoli che andranno nello studio. Una volta usciti ci si complimenterà e gli si potrà fare un regalo! Anche il dentista potrebbe essere un valido alleato per avvisare nostro figlio che continuando a ciucciare i suoi dentini potrebbero stortarsi e che per evitarlo dovrebbe consegnare a lui il suo ciuccio, alla visita successiva controlleranno come i dentini saranno cresciuti! Se il bambino va al nido è una buona idea parlarne con la maestra perché il ciuccio potrebbe rappresentare quel legame con la mamma e con la casa mentre si trova lontano, lei potrebbe suggerirci un metodo da adottare sia quando si trova lì sia quando siamo insieme a casa. I libricini illustrati con una storia da narrare aiutano i piccoli a interpretare meglio situazioni reali, ce ne sono diversi anche per sostenere i genitori in questa piccola ma non sempre facile impresa: imageimage                                        image   image                                       imageimage  
  1. "Ciao ciuccio" L.Masala
  2. "Ciao ciao, ciuccio" B.Weninger
  3. "Anna dorme senza ciuccio" K.Amant
  4. "Lo vuoi il mio ciuccio." B.Bagini e M.Moia
  5. "Alice e il ciuccio" M.Manelli
  6. "Il mio ciuccio per te" E.Nava
È abbastanza comune anche un metodo più pratico che consiste nell'incidere il succhiotto in modo da rendere meno piacevole la suzione, il bambino infatti sentendo la saliva entrare e uscire potrebbe abbandonare lui stesso volontariamente l'oggetto dal quale non trae più piacere. Ogni tentativo è soggettivo, voi saprete sicuramente quale possa essere il migliore e il più adatto per il vostro piccolo! Qual è la vostra esperienza in merito? Quali difficoltà avete incontrato e come le avete affrontate? A presto Mamme!



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