La spesa per i piccoli: scegliamo l'integrale

19 Gennaio 2016

Un'alimentazione corretta è definita tale se varia, equilibrata e soprattutto sana, questo perché il nostro organismo necessita di tutte le tipologie di nutrienti per funzionare al meglio. Questo vale ancor più per i nostri piccoli durante la fase dello svezzamento e nel periodo di crescita, per soddisfare il loro importante fabbisogno nutritivo. Sappiamo molto bene che alla base della loro dieta ci sono frutta e verdura, le prime novità per le papille gustative dei nostri bimbi dopo mesi di latte. Esse sono indispensabili per la loro salute ma non forniscono energia, importantissima per crescere bene e per lo svolgimento delle attività fisiologiche, per questo a partire dal 6* mese possiamo accompagnarle con i cereali che grazie ai carboidrati in essi contenuti fungono da carburante per l'organismo. Cereali integrali e raffinati È consigliato introdurre i cereali integrali nella dieta dei nostri bimbi gradualmente, mischiandoli a quelli raffinati in modo da non irritare il loro intestino. Ma qual è la differenza tra integrale e raffinato? Una farina viene definita raffinata quando subisce una serie di trasformazioni industriali che hanno privato il chicco del cereale di origine dello strato esterno del suo rivestimento, la crusca e di quello interno, il germe; parti in cui maggiormente si concentrano le sostanze nutritive utili all'organismo. Vengono poi usate delle sostanze che sbiancano e raffinano appunto il cereale, per ottenere una farina bianca e liscia, sicuramente più facile da conservare e più appetibile rispetto a quella non trattata. Quest'ultima, definita integrale, mantiene invece il contenuto originario di sali minerali, antiossidanti, vitamine e fibre. Per questo mangiare integrale significa ridurre l'assorbimento dei grassi, stimolare la digestione, favorire l'eliminazione delle scorie tossiche, prevenire l'eccesso di produzione di colesterolo, preservare la salute del sistema cardio circolatorio e di tutto l'organismo in generale. Questi cibi aiutano quindi sin da piccoli a prevenire alcune malattie croniche che potrebbero svilupparsi poi da adulti. Basti pensare che con una fetta di pane bianco apportiamo meno della metà di fibre e altri nutrienti che introdurremmo invece con la stessa quantità di pane integrale, con l'ulteriore vantaggio che il non raffinato sazia di più! La dose consigliata, dai 3 anni in poi, è di tre porzioni giornaliere, tenendo conto che il fabbisogno di fibre in grammi per i bambini è pari alla loro età con l'aggiunta di 5. Calcoliamo quindi le fibre che facciamo loro introdurre considerando anche gli altri alimenti che le contengono come la verdura e la frutta. La fibra alimentare è quindi fortemente concentrata nei cibi integrali ed è così importante perché transitando lungo il tratto digerente senza essere né digerita né assorbita trattiene acqua svolgendo un effetto benefico sui movimenti intestinali, favorisce inoltre l'eliminazione dell'acqua in eccesso, delle sostanze tossiche, dei grassi e dei sali biliari. Contribuisce anche a mantenere l'equilibrio della flora batterica intestinale prevenendo l'obesità e l'eccesso di colesterolo. I cibi integrali apportano poi una buona dose di sali minerali, componenti inorganici presenti nel sangue e nei tessuti che rivestono un'importanza vitale per il nostro organismo, regolano infatti i processi metabolici e contribuiscono ad esempio alla formazione dei denti e delle ossa, altri alla formazione dei succhi gastrici, altri ancora al trasporto di ossigeno e anidride carbonica nel sangue. Dall'altro lato il nostro organismo però non è in grado di sintetizzarli, per questo dobbiamo introdurli attraverso gli alimenti che ne sono ricchi. Le vitamine, in particolare B ed E, sono altre sostanze importanti per il nostro corpo e la crescita dei nostri piccoli presenti negli alimenti integrali. Alta è anche la quantità di proteine, i componenti principali delle cellule e i regolatori di ogni attività vitale; sono essenziali per la crescita e la ricostruzione dei tessuti. È realmente integrale? Abbiamo compreso che integrale è meglio di raffinato, assunto con le dosi adeguate e richieste dal nostro organismo, ma non basta mettere nel carrello della spesa prodotti con stampata sulla confezione la parola "integrale"; così come già detto anche per il biologico è molto importante leggere le etichette. Esistono infatti alimenti definiti integrali semplicemente perché contenenti crusca, ma in realtà ottenuti con farina raffinata alla quale viene aggiunta crusca rimacinata, quindi residuo del processo di raffinazione. In questo modo è del tutto assente il germe. Per legge è sufficiente infatti la presenza di minerali per una percentuale compresa tra l'1,3 e l'1,70% per considerare un alimento integrale. ~Tra gli ingredienti elencati sull'etichetta del prodotto che ci interessa deve perciò apparire necessariamente la farina integrale, non bianca con l'aggiunta di crusca. ~Il colore dell'alimento non ci aiuta nella selezione perché spesso, per trarre in inganno i consumatori e ottenere un'invitante color dorato, viene utilizzato il caramello come colorante. Comunque esso dovrebbe essere scuro e omogeneo. ~Il metodo di produzione dovrebbe essere a "pietra naturale". ~Non devono essere presenti sostanze estranee come la cellulosa o altre fibre non tipiche del grano. ~Le farine e tutti i prodotti integrali al 100% hanno breve scadenza. ~Più proteine ci sono, più integrale è il prodotto. Una volta a casa ci sono altri modi per testare la veridicità dell'integrale stampato sulla confezione: ~La farina, passata tra le dita, ha una consistenza simile ai granelli di sabbia, a differenza della farina bianca che è molto più fine e simile al borotalco. Quindi non dovrebbe passare attraverso un colino a maglie strette, come spesso avviene per la finta integrale arricchita da crusca, è solo l'ultima a rimanere all'interno del colino, la farina bianca passa attraverso. ~Lavorata con l'acqua permette di ottenere un impasto morbido che si stacca facilmente dalle dita, mentre quello ottenuto usando farina bianca è più colloso. ~Nel caso della pasta, l'acqua in cui viene fatta bollire deve mantenersi limpida e la pasta stessa non deve rompersi. Cereali decorticati e perlati Essi sono a metà strada tra l'integrale vero e proprio e il raffinato. Il decorticato è definito tale perché ha subìto una prima fase di raffinazione perdendo solo parte della crusca. Bisogna però tener conto che questo non vale per tutti i cereali, ad esempio l'orzo decorticato è privato anche del germe, cosa che non avviene per il farro e l'avena che possono essere considerati "semi-integrali". Il perlato ha invece subìto un ulteriore processo di raffinazione perdendo sia la crusca che il germe, può quindi essere considerato alla pari di un cereale raffinato avendo perso tutte le proprietà nutritive di cui sono ricchi gli integrali e, seppur meno, i decorticati. Un consumatore poco informato che si trova di fronte allo scaffale con in mostra confezioni di orzo, farro, avena, etc. può scegliere sulla base dei tempi di ammollo e cottura indicati piuttosto che dei benefici che apportano; il cereale puro, non trattato, ha più componenti, richiede quindi più tempo per ammorbidirsi ed esser pronto da mangiare. Sono quindi tanti i benefici dell'integrale a discapito dei prodotti trattati e raffinati industrialmente. Abbiamo provato a darvi altri suggerimenti per fare una spesa più consapevole e mirata al benessere dei nostri piccoli e dell'intera famiglia! Speriamo di esservi state utili! A presto Mamme!



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