Lavaggi e aspirazioni nasali, come farli?

04 Novembre 2016

Lavaggi e aspirazioni nasali, come farli?

E’ Autunno, e a Milano il freddo si è già fatto sentire portando con sé i simpaticissimi malanni di stagione che facilmente colpiscono i nostri bimbi, finendo così per contagiare tutta la famiglia. In caso di temperatura corporea oltre i 38* sappiamo dover ricorrere nella maggior parte di vasi al paracetamolo, in caso di tosse esistono diversi sciroppi naturali adatti ai più piccoli, e in caso di raffreddore? I nasini colanti sono davvero frequenti durante le fredde stagioni e il fatto che i bambini non siano in grado di soffiarseli da soli rende indispensabile che noi adulti che ne occupiamo, così da permettere loro di respirare senza difficoltà ed esser di conseguenza più tranquilli riuscendo a riposare e a mangiare più serenamente. La soluzione in tal caso è l’accoppiata vincente lavaggi+aspiratore nasale; ma come fare i primi e come scegliere il secondo? Lavaggi nasali: contribuiscono a liberare i nasini da muco, catarro e crosticine, diluendoli e facilitando poi l’aspirazione. Dovrebbero diventare un’abitudine quotidiana perché indispensabili in caso di raffreddore, ma comunque utili dalla nascita fino al momento in cui il bambino sarà in grado di soffiarsi da sé il naso, proteggendolo così da batteri, virus e agenti esterni fastidiosi per l’organismo. Il liquido da utilizzare? Può essere dell’acqua fisiologica o acqua termale o acqua del mare sterilizzata, che possiamo trovare in comodi flaconcini monodose da spruzzare in entrambe le narici (separatamente, ovviamente!) oppure in contenitori con maggiori capacità. In quest’ultimo caso il liquido viene aspirato con una siringa alla quale poi va tolto l’ago per essere riutilizzata come mezzo per spruzzare il contenuto nelle narici del bambino. Tutte queste acque vanno benissimo! Già intorno all’anno risulta molto comodo la spray che, oltre a sciogliere il muco, fa starnutire il bambino aiutandolo a liberarsi da solo; anche perché queste operazioni diventano sempre più complicate con l’età. Come eseguire il lavaggio? Da neonato la posizione da preferire è quella sdraiata, l’importante è che la testa venga ruotata lateralmente con il mento abbassato, così che il liquido non finisca in gola. La punta della doccia nasale o il beccuccio della fialetta viene inserito delicatamente in una narice, il getto deve essere direzionato verso l’alto (ovviamente) e l’esterno della narice,  il liquido contenuto deve fuoriuscire dall’altra narice. Noi ci siamo trovate molto bene sia con le classiche fialette di fisiologica che con Rinowash, una doccia nasale che viene collegata all’aerosol (solo con quella a pistoni, non quella ad ultrasuoni). Se volete approfondire il discorso cliccate qui. Aspirazione nasale: è necessaria per eliminare il muco in eccesso dopo il lavaggio, sostituisce infatti la soffiata di naso. Si compone essenzialmente di tre elementi: una punta che va inserita nelle narici, un serbatoio che raccoglie le secrezioni e un tubicino che collega queste due parti. Esistono due tipologie di aspiratori:
  • manuale, siamo noi ad aspirare con la bocca e il nostro fiato per eliminare il muco che va a finire nel piccolo serbatoio solitamente usa e getta. Noi lo abbiamo usato molto ed è comodo e leggero da portare in giro nella sua confezione,
  • elettrico, funziona da sé con batterie stilo (meglio ancora se ricaricabili!) in maniera veloce e senza la nostra fatica ;) I componenti sono tutti lavabili e spesso questo tipo di aspiratore riesce a pulire così a fondo il nasino del neonato da non rendere necessario l’uso della fisiologica. (Senza alcuna pubblicità noi ci siamo trovate molto bene con l’aspiratore Bebè Confort, che tra l’altro ha un buon rapporto qualità-prezzo).
Tutto chiaro? Buon autunno Mamme!



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