Se avessero le giuste conoscenze, cosa ci direbbero i nostri bambini?

15 Febbraio 2017

Se avessero le giuste conoscenze, cosa ci direbbero i nostri bambini?

Contrastanti emozioni riempiono la loro giornata: ora un sorriso, ora un pianto disperato per qualcosa che noi potremmo non comprendere. Quello dei bambini è in realtà un pensiero “magico”, ove il mondo è animato, distante dalla logica degli adulti, in grado di attribuire sentimenti, volontà e tutte le possibili azioni a tutto ciò che li circonda  (visita il link http://www.mammamama.it/consigli-mamme-la-lettura/ per scoprire come stimolare la fantasia del tuo bambino). “Il Volo di Perseo” è una ricerca che evidenzia come la differenza di pensiero tra un adulto ed un bambino sia qualitativa e discontinua, mettendo in risalto alcuni caratteri del pensiero di quest’ultimo:
  • collettivo: la conversazione viene definita come un pensiero vivente, ove si costruiscono delle conoscenze situate;
  • evolutivo: procede e si sviluppa mediante errori, selezione e variabilità;
  • “per storie”: la natura viene descritta come prodotto in continua evoluzione;
  • complesso: riguarda soprattutto le relazioni, integrando e differenziando i piani del discorso;
  • epistemologico: consapevole delle proprie capacità, inizia ad interrogarsi, divenendo di conseguenza metacognitivo e critico.
Pertanto, ascoltare il pensiero di un bambino è una pedagogia efficiente che richiede una strategia puntuale che assume come i bambini non fungano solo da ricevitori e trasmettitori di informazioni, ma siano in grado di auto-organizzarsi. Ascoltare  non solo è un’interpretazione psicologica, quanto una prova costante volta ad interpretare il primario linguaggio utilizzato dai più piccoli per comunicare con il mondo esterno. Mediante i capricci, i nostri pargoli imparano a crescere, motivo per cui vengono definiti come “emozioni positive” che non devono essere bloccate. A volte introversi, chiusi in se stessi con le braccia conserte, altre volte invece super felici per un motivo a noi sconosciuto. Quell’abbraccio tanto cercato, quella repentina frase “Mamma ti voglio bene” oppure “Sei la mamma più bella del mondo”, o semplicemente quella luce luminosa sprigionata dal loro sorriso: cosa si nasconde nei loro pensieri? Chissà, magari se soltanto avessero le conoscenze tali, ci scriverebbero questa poesia:   “Il ventre della mamma, fu la mia prima casa; Le mani della mamma, furono le mie prime coperte; Gli occhi della mamma, furono i primi raggi di sole; Gli abbracci della mamma, sono il mio porto sicuro. Cresceranno i miei centimetri, si amplierà il mio linguaggio, ma il mio posto, sarà sempre accanto a te, Mia dolce Mamma.”



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